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Wednesday, 29 October 2008

La parte peggiore

La Gelmini ci riporta indietro di vent'anni, ai grembiulini in stile ventennio e alle cazzate sul maestro unico. Ma Tremonti e soci hanno ancor meno pudore, e impongono oggi tagli per miliardi di euro all'Università italiana.

L'università pubblica morirà.

Naturalmente si potranno cercare finanziamenti dalle aziende, trasformandosi in fondazioni. Ma visto che le aziende storicamente se ne sbattono della ricerca, e che nessuno fa nulla per niente, è evidente che nella migliore delle ipotesi la nostra ricerca sarà ridotta al lumicino e incanalata nell'utile immediatamente spendibile.

Insomma sepolta.

Il modello americano? Travisato completamente visto che, per fare il solito esempio, l'MIT ha il 2% di finanziamenti privati e il resto è statale. Ovvio, in America la ricerca è tenuta in considerazione.

Ma allora qual è la finalità? E' evidente che se l'università è solo privata, solo una ristretta cerchia di persone potrà accedervi. La agognata "mobilità sociale" finirà dritta nel cesso e, nella migliore tradizione delle "destra alla Silvio", si toglie a chi ha già poco per rimpinguare chi ha già fatto cassa.

La demolizione della scuola pubblica è la demolizione della nostra società - già claudicante di suo per altre ragioni. E' la demolizione del pensiero, della cultura, della libertà in generale: sarà appannaggio di chi potrà (già poteva) permettersela.

E' un giorno triste per l'Italia. Ma non è questo il punto.


Disinteresse diffuso

Il punto è che nessuno dice niente. Rincoglioniti dalle rassicurazioni trasversali, dal bombardamento di minchiate antologiche e dall'assenza di una opposizione (esiste?), gli italiani assistono inebetiti a tutto questo e non proferiscono una parola. Sembra che la cosa non li tocchi, mentre le nostre generazioni future ne pagheranno tutte le conseguenze.

Mi rendo conto di essere direttamente interessato, in quanto studente e dipendente dell'Ateneo, ma trovo stupefacente che un affondo così devastante sull'istruzione pubblica non trovi alcun recepimento nelle persone che mi circondano.

Passino i 600€ in meno all'anno che troverò in busta paga (capirai, già sono sulla soglia di povertà così, piove sul bagnato..).

Passi il fatto di non potermi ammalare, perché mi tolgono i soldi pure per quello (a me! che quando mi son rotto un dito ho fatto ben DUE giorni di malattia!).

Ma non può e non deve passare che l'istruzione pubblica finisca nel cesso. Italia, svegliati per la puttana. Spegni quella cazzo di TV e realizza il guano in cui ci stiamo ficcando.

Thursday, 23 October 2008

Please, someone help us

Espresso, 23 ottobre 2008

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni (…). Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».

For foreign people's comprehension sake, I'll (try to) translate what's above:


«Maroni should do what I did when I was minister (…). University students? Let them do. Take police away from streets and universities, infiltrate the movement with our agents and let riots devastate shops, set cars on fire and put the cities for the fire and the sword for ten days.

And then, strong of popular consensus, the sound of ambulances will overwhelm the sirens of police. Forces of order should massacre protesters, without any mercy. They should send 'em all to the hospital. It's pointless to put them under arrest: magistrates would release them quickly. We should beat them instead, beat them to blood, and beat professors who stir them up. Not the old ones, sure, just the young girls».


These are not senteces of a simple drunk ignorant idiot: Francesco Cossiga is our previous president. And is the incredible outing of a senator.

When such people feels free to throw up this kind of phrases, it means that the country is definitively submerged of shit.

There's no future for us, this way; maybe it's really time for a civil war. It's really time for sirens.

Help us before it's late.